lunedì 27 aprile 2009

Quando i Mulini erano Bianchi


Negli anni 80, che ho vissuto da bambino, la Barilla infilava in ogni pacchetto di merendine una piccola scatoletta contenente un giochino. Fu forse il primo fenomeno di collezionismo per bambini. Poi arrivarono i Puffi, gli antenati dei moderni Gormiti. Di quelle scatolette ne possedevo un piccolo campionario: ne andvao talmente fiero che non ho mai utilizzato nè un giochino, ne una gommina per cancellare. Ma avevo anche una collezione di piccole F1. Erano quelle della Polistil in scala 1:53: bellissime. Pur essendo così piccole, riproducevano alla perfezione il modello originale. Le più vecchiotte (fine anni '70) venivano vendute in piccole scatolette di carta, con sù la foto della vettura in corsa. Quelle le usavo, eccome! E infatti erano tutte ammaccate, con l'alettone davanti spesso piegato. Organizzavo dei piccoli mondiali, su piste sempre diverse, con saliscendi, curvoni veloci e chicane al termine di lunghi rettilinei per facilitare i sorpassi. 16 gare, come nel mondiale originale, e regole sempre uguali. Di ogni gara tenevo la classifica, con i punti come nel mondiale vero: 9, 6, 4, 3, 2, 1. E come nel mondiale vero, si dovevano scartare i 5 peggiori risultati. Era un giochino semplice, ci passavo i pomeriggi e mi divertivo un sacco. La sera no, il tappeto che usavo per il percorso era occupato, dato che sopra c'era il tavolo dove si cenava tutti insieme. Poi di sera il tracciato non si vedeva bene, e francamente preferivo leggermi Topolino. Le scatoline del Mulino Bianco non so dove siano finite, ma le mie F1 le tengo ancora lì, sullo scaffale: non si sa mai...

giovedì 16 aprile 2009

Una volta di pesante bastava il piede…

…e così i nuovi diffusori sono regolari.
Bisogna dire che c'era da aspettarselo e una dichiarazione sorniona di Brawn ("Noi in Cina comunque correremo"), faceva comunque presagire che nulla in verità sarebbe cambiato e che le Brawn GP sarebbero state in ogni caso là, davanti a tutti, anche se con due piloti che fenomeni in verità non lo sono. I fenomeni stanno da un'altra parte e quest'anno sembra proprio un gran bel campionato di Fanta-F1, dove i piloti migliori sono su macchine da (solo in teoria….) retrovia e un outsider può realmente capovolgere ogni previsione. Finalmente si vede qualche bel duello, come Kubica e Vettel in Australia, due mastini che non mollano. Anche se poi non si capisce come mai, in una F1 disperatamente alla ricerca dello spettacolo, tanto da correre di notte o peggio al tramonto, si penalizzi chi lo spettacolo lo crea veramente, tirando una staccata all'ultimo metro (penalizzazione di Vettel in Malesia). Avessero applicato gli stessi metri ai tempi di Mansell e Senna, avremmo visto i piloti di punta partire costantemente da metà classifica in poi....Da un certo punto di vista, sembra effettivamente di essere tornati agli anni '70 e '80, periodo in cui gli studi di aerodinamica erano assegnati più all'estro dei progettisti che non a ore di simulazione in galleria del vento. Le monoposto di oggi sono finalmente molto diverse da loro: la riduzione delle superfici aerodinamiche (varie pendici, orecchie, deflettori..) ha riportato i progettisti ad "inventarsi" qualcosa. Le Brawn GP sono l'esempio più eclatante, ma che bella la Red Bull, praticamente sdraiata per terra: non per niente hanno Newey...e non per niente sono sempre davanti, anche a team molto più blasonati.
L'ultimo pensiero è per il Kers.
Sviluppo di circa un anno, milioni di euro spesi...ma pesa 30Kg e in una F1 dove un chilo in più equivale un cavallo in meno, se non hai un po' di zavorra da giocarti e un pilota fantino, il Kers non lo imbarchi....Morale: un pilota un po' in sovrappeso ne annulla completamente l’effetto….
Una volta per sorpassare di pesante bastava il piede…

giovedì 9 aprile 2009

quella domenica del '56

Un sogno, una storia.
Sono modenese, e quella domenica del 1956 avevo nove anni, quando con mio padre assistetti al passaggio della XXIII^ Mille Miglia. Pioveva a dirotto, eravamo al riparo del porticato di una trattoria a “Ponte Samoggia, una località a metà del lunghissimo rettilineo tra Modena e Bologna, caratterizzato da un dosso molto pronunciato dato dal ponte.
Mio padre diceva: “Qui si vede chi ha della stoffa e tiene giù il piede”.
Non capivo il senso di quella frase. La radio della trattoria trasmetteva la cronaca della corsa: 5 ferrari ai primi 5 posti, le macchine modenesi stavano dominando ed il giovane pilota campione italiano Eugenio Castellotti, con la vettura n 548 era in tesa già al controllo di Bologna.
Si sapeva che di lì a poco sarebbe passato. Tutti erano rivolti a destra, verso Bologna, quando da lontano in una nuvola d’acqua si vide avanzare ad una velocità impressionante la vettura rosa con la fascia gialla sul muso: era Castellotti !
Un rombo lancinante, un baleno, il dosso preso in pieno a tutto gas come in volo, appena distinsi il numero 548 sulla ferrari Rosso Corsa.
Rimasi profondamente emozionato da tanta forza, poi mi ripresi e sognai: “Anch’io da grande voglio correre con una Ferrati”. Castellotti vinse la XXIII^ Mille Miglia e con lui vinse l’Italia intera.
Forse furono quel urlo del motore e quel lampo rosso con il numero 548 che fecero nascere in me una profonda passione per le corse. Sono riuscito col tempo a correre in automobile da puro dilettante, ma quella ferrari rossa con il numero 548 è rimasta l’emozione del sogno cui sono ancora legato.

mercoledì 1 aprile 2009

quella sera con Enzo Ferrari per pura passione

Nel 1980 avevo 33 anni e già dai 21 correvo da puro dilettante , prima in kart poi in automobile , con la passione per le corse ci ero praticamente nato.
Nell'estate di quell'anno con un gruppo di amici affiatati , anche loro come me piloti dilettanti, progettammo di fondare una scuderia: la "SCUDERIA SPORTAUTO" di Vignola in provincia di Modena .
Dopo un'interminabile serie di riunioni la cosa cominciò a prendre forma e con tutte le formalità di rito in ottobre si ufficializzò dal Notaio, presidente un carismatico signore ex pilota di buon livello (aveva partecipato a tre mille miglia , corso con una Ferrari 500 Mondial e formula junior Stanguellini), e per la presentazione del gruppo si pensò di organizzare un salone /esposizione di vetture da competizione per la data di sabato 24 e domenica 25 novembre 1980 (ricordate questa data poi capirete). Ci demmo molto da fare e raccogliemmo tante entusiastiche adesioni da parte di proprietari di vetture molto importanti bene, benissimo.
Una sera , verso la fine di ottobre , in piena preparazione del" I° SPORTAUTO EXPO' " ci venna un'idea : e se
invitassimo FERRARI ? Come no, scrivemmo un bell'invito che ricordo consegnai personalmente la sera stessa alla portineria della SCUDERIA FERRARI con sede in via Trento Trieste a Modena con preghiera di farla avere all'ingegnere , non ci illudavamo , pensavamo che FERRARI non ci avrebbe considerato, ma non fu così quest'uomo straordinario ci sorprese , spiego cosa successe.
Il mercoledì sera, precedente la manifestazione, con gli amici eravamo molto presi dalla notevole mole di lavoro che ci stava sommergendo, e tutto solo per pura passione, avevamo da gestire più di ottanta vetture tra cui due Formula Uno (TECNO e BRABHAM) in una pausa per la pizza , arriva il presidente tutto stravoltoe dice: "mi ha telefonato il Dott. GOZZI (braccio destro del Drake ) FERRARI vuol sapere quando deve venire visto che lo abbiamo invitato". Ci sentimmo meschini ed inadeguati. La mattina dopo al telefono il Dott. GOZZI rispose: "L'Ingegnere è ormai anziano e programma i suoi impegni con anticipo adesso è tardi , però ha detto che se volete vi manda la formula uno di VILLENEUVE da mettere in esposizione."
Figurarsi fu come aver vinto il primo premio della lotteria nazionale. Il pomeriggio del giovedì arrivò da Maranello un normale carro attrezzi con la FERRARI di VILLENEUVE praticamente ancora calda di prove sulla pista di Fiorano. L'autista scaricandola fece una sola raccomandazione che voleva dire tutto: ha detto l'ingegnere di fare attenzione eh!.
Si stava prifilando un successso, già il venerdì mattina a padiglioni chiusi un pubblico di curiosi sostava incredulo davanti alle entrate .
Ma purtroppo la notte tra il 23 ed il 24 novembre 1980 avvenne quella terribile tragedia del terremoto in IRPINIA. Il I° SPORTAUTO EXPO' ebbe comunque un grande successo , con gli amici della scuderia decidemmo di devolvere tutti gli introiti a beneficenza dei terremotati, a FERRARI inviammo una targa ricordo scelta con molta cura.
Passarono circa quattro mesi, ed in marzo del 1981 partecipai , in qualità di membro della commissione sportiva dall'Automobile Club Modena, ad una serata organizzata dal locale Panatlon Club sul tema "La sicurezza in Formula Uno" , ospite ENZO FERRARI , erano presenti molti personaggi dell'automobilismo ed il gotha della stampa sportiva specializzata .
Dopo cena ci fu un dibattito, alla fine del quale Ferrari si congedò dicendo : è ora che i bambini vadano a letto, al che notai che una serie di personaggi famosi in fila andavano ad omaggiare il Grande Vecchio.
A questo punto mi misi in fila anch'io non senza emozione: ci tenevo ringraziare FERRARI di persona per la Sua generosità relativamente alla vettura concessaci. Quando fu il mio turna il dott. GOZZI (che era al fianco di FERRARI) di fronte a me mi guardo come dire : e tu chi sei? Mi presentati in nome della scuderia ed il motivo della mia presenza. GOZZI parlò all'orecchio di FERRARI che alzò lo sguardo ,coperto da occhiali scurissimi , verso di me mi fece cenno con l'indice della mano destra di abbassarmi , appoggiai le mani sul tavolo e mi disse in dialetto : Iv fat bein ragaz con la machina c'a vò de ?( avete fatto bvene ragazzi con la macchia che vi ho dato?in dialetto risposi :Inzgner avam fat bein ma avam de tot in beneficeinza a quii dal taramot( ingegnere abbiamo fatto bene ma abbiamo dato tutto in beneficenza ai terremotati) FERRARI replicò ancora battendomi paternamente la mano con la Sua :brev , brev ragaz s'tetran a v'in dag un'etra (bravi , bravi ragazzi il prossimo anno vene darò un'altra) .
Anche se non ce ne era bisogno quella sera ebbi una conferma della grandezza del personaggio FERRARI che in un momento era passato dal trattare con illustri personaggi al sottoscritto sconosciuto ma animato da una grande vera passione per il suo mondo e Lui lo aveva capito gratificandomi.
Un giorno visitando la "GALLERIA FERRARI " a Maranello ho sostato davanti all'ufficio del Grande Vecchio (dove è stato traslocato integralmente ) e con tanta emozione ho notato nello scaffaletto dei trofei una targa molto, troppo simile a quella che la SCUDERIA SPORTAUTO di Vignola provincia di Modena gli aveva dedicato ringraziandolo nel 1980
Lino Franceschini l'1 aprile 2009