giovedì 9 aprile 2009

quella domenica del '56

Un sogno, una storia.
Sono modenese, e quella domenica del 1956 avevo nove anni, quando con mio padre assistetti al passaggio della XXIII^ Mille Miglia. Pioveva a dirotto, eravamo al riparo del porticato di una trattoria a “Ponte Samoggia, una località a metà del lunghissimo rettilineo tra Modena e Bologna, caratterizzato da un dosso molto pronunciato dato dal ponte.
Mio padre diceva: “Qui si vede chi ha della stoffa e tiene giù il piede”.
Non capivo il senso di quella frase. La radio della trattoria trasmetteva la cronaca della corsa: 5 ferrari ai primi 5 posti, le macchine modenesi stavano dominando ed il giovane pilota campione italiano Eugenio Castellotti, con la vettura n 548 era in tesa già al controllo di Bologna.
Si sapeva che di lì a poco sarebbe passato. Tutti erano rivolti a destra, verso Bologna, quando da lontano in una nuvola d’acqua si vide avanzare ad una velocità impressionante la vettura rosa con la fascia gialla sul muso: era Castellotti !
Un rombo lancinante, un baleno, il dosso preso in pieno a tutto gas come in volo, appena distinsi il numero 548 sulla ferrari Rosso Corsa.
Rimasi profondamente emozionato da tanta forza, poi mi ripresi e sognai: “Anch’io da grande voglio correre con una Ferrati”. Castellotti vinse la XXIII^ Mille Miglia e con lui vinse l’Italia intera.
Forse furono quel urlo del motore e quel lampo rosso con il numero 548 che fecero nascere in me una profonda passione per le corse. Sono riuscito col tempo a correre in automobile da puro dilettante, ma quella ferrari rossa con il numero 548 è rimasta l’emozione del sogno cui sono ancora legato.

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