lunedì 27 aprile 2009

Quando i Mulini erano Bianchi


Negli anni 80, che ho vissuto da bambino, la Barilla infilava in ogni pacchetto di merendine una piccola scatoletta contenente un giochino. Fu forse il primo fenomeno di collezionismo per bambini. Poi arrivarono i Puffi, gli antenati dei moderni Gormiti. Di quelle scatolette ne possedevo un piccolo campionario: ne andvao talmente fiero che non ho mai utilizzato nè un giochino, ne una gommina per cancellare. Ma avevo anche una collezione di piccole F1. Erano quelle della Polistil in scala 1:53: bellissime. Pur essendo così piccole, riproducevano alla perfezione il modello originale. Le più vecchiotte (fine anni '70) venivano vendute in piccole scatolette di carta, con sù la foto della vettura in corsa. Quelle le usavo, eccome! E infatti erano tutte ammaccate, con l'alettone davanti spesso piegato. Organizzavo dei piccoli mondiali, su piste sempre diverse, con saliscendi, curvoni veloci e chicane al termine di lunghi rettilinei per facilitare i sorpassi. 16 gare, come nel mondiale originale, e regole sempre uguali. Di ogni gara tenevo la classifica, con i punti come nel mondiale vero: 9, 6, 4, 3, 2, 1. E come nel mondiale vero, si dovevano scartare i 5 peggiori risultati. Era un giochino semplice, ci passavo i pomeriggi e mi divertivo un sacco. La sera no, il tappeto che usavo per il percorso era occupato, dato che sopra c'era il tavolo dove si cenava tutti insieme. Poi di sera il tracciato non si vedeva bene, e francamente preferivo leggermi Topolino. Le scatoline del Mulino Bianco non so dove siano finite, ma le mie F1 le tengo ancora lì, sullo scaffale: non si sa mai...

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